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Pestaggi in caserma, il brigadiere nega tutto

Il carcere di La Spezia

Interrogatorio fiume per il brigadiere arrestato nell'inchiesta su presunti abusi e violenze che ha travolto i militari delle caserme della Lunigiana

LA SPEZIA — E' durato sei ore l'interrogatorio di garanzia del brigadiere Alessandro Fiorentino, arrestato nel corso dell'inchiesta su presunti pestaggi e abusi da parte di militari in servizio nelle caserme della Lunigiana.

Il brigadiere ha risposto a tutte le domande del gip Ermanno De Mattia negando tutte le accuse 

All'interrogatorio nel carcere di La Spezia erano presenti anche il procuratore Aldo Giubilaro e il sostituto Alessia Iacopini, titolare dell'inchiesta, oltre al difensore del carabiniere l'avvocato Gianpaolo Carabelli.

Il giudice si è soffermato sulle accuse più gravi, episodi che coinvolgono il brigadiere e gli altri sette carabinieri per cui sono state prese misure cautelari. Ma in tutto sono in trenta i carabinieri indagati nell'inchiesta. (Vedi gli articoli correlati).

Tra questi fatti, alcuni presunti episodi di pestaggi a stranieri e abusi sessuali.

Il militare ha respinto tutte le accuse e avrebbe spiegato che si è trattato di fatti avvenuti in contesti operativi, come il ritrovamento di droga a persone controllate, interventi di ordine pubblico, attività contro l'immigrazione clandestina. 

Il gip, tra i chiarimenti, ha chiesto anche di un episodio di violenza sessuale a un uomo trovato con droga: il brigadiere avrebbe ammesso che il soggetto fu fatto spogliare nella caserma per la perquisizione personale a caccia di altra sostanza, ma agendo nel pieno rispetto della legalità.

L'avvocato Carabelli ha presentato al gip istanza di sostituzione della misura del carcere con gli arresti domiciliari. Il gip si è riservato.

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